Andiamo a caccia di Feed: Canali di Servizio

INTRODUZIONE AI FEED

Cosa sono i feed

I FEED, quindi, sono canali di servizio usati dalle emittenti per trasferire il segnale, e quindi audio e/o video, tra due punti distanti tra loro sfruttando il satellite come appoggio.
Di conseguenza é facile capire cosa non troveremo come “feed”.
- E’ possibile vedere film porno?
No! I film vengono registrati in appositi studio e passati su nastro o dvd per cui non necessitano di dirette via satellite.
- E’ possibile vedere concerti musicali?
Se si tratta di repliche no! Se invece é un evento in corso, ed é prevista la proiezione in tv (come gli MTV Awards), anche da parte di qualche canale straniero, allora c’é la possibilità di beccarlo. In realtà questa non deve essere presa come una regola. Più di una volta è successo che siano stati diffusi in feed dei re-mix, o degli highlights, o addirittura dei concerti registrati (per necessità di smistamenti e altre ragioni).
- Quali sono i feed che si trovano con maggior frequenza?
Come già detto: quelli per cui é necessario avere il segnale in diretta. In maggioranza notiziari, interviste esterne ed eventi sportivi.
Vi siete mai chiesti quando al telegiornale vi dicono “abbiamo il nostro inviato in diretta da…” come fa il segnale ad arrivare allo studio televisivo?
Possiamo portare un esempio valido citando il ruolo che hanno avuto i feed in occasione della scomparsa del Papa Giovanni Paolo II°. Decine e decine di canali hanno trasmesso in diretta i funerali, dopo essere stati per giorni interi all’esterno dell’ospedale.
Vi siete chiesti come hanno fatto? Probabilmente no, ma di sicuro non vi saranno sfuggiti i vari furgoni con l’antenna sul tettuccio parcheggiati tutti vicino.
E’ chiaro che le immagini prima di arrivare nei nostri televisori (o nei nostri monitor ;-) hanno compiuto un lungo percorso.

Attrezzature necessarie

Per visualizzare un feed non c’é bisogno di nessuna attrezzatura particolare. Ovviamente più accessori avrete in dotazione e meno limiti avrete. Passiamo allora a parlare di quali sono i ”limiti”.

L’ANTENNA - Maggiore é il diametro, più feed riuscirete a trovare (senza necessariamente arrivare alle dimensioni della foto). Tenete presente che la % di segnale dei feed é quasi sempre bassa (forse perché chi deve riceverli dispone di ottime attrezzature) per cui, un’antenna più grande vi darà maggiori possibilità. E vi assicuriamo, vi roderà il fegato quando qualcuno troverà il feed della vostra squadra del cuore e voi non riuscite ad “agganciare” la frequenza!
Comunque, diciamo che indicativamente può bastare un’antenna di 80 cm di diametro, l’ottimale sarebbe una 100-110 cm. Diametri superiori non sono giustificati anche in relazione ai costi che, per pochi centimetri, lievitano a dismisura.
Secondo il mito dei feed Stanley Cassidy con una 80cm non si va molto lontano su certe posizioni orbitali, poiché basta un segnale meno felice o un maltempo per complicare notevolmente le cose. A volte anche con una 120cm ci sono segnali estremamente deboli che si riescono ad agganciare solo dopo 25-30 tentativi!

SCHEDA - Per la caccia ai feed é fortemente consigliata una Skystar 2.3P che dispone della preziosa funzione AutoSymbolRate (vedi Skystar Museum per conoscere i vari modelli). Tuttavia questo modello sta scomparendo gradualmente dagli scaffali per cui sarete costretti ad accontentarvi di un modello recente. Se avete acquistato una nuova versione non preoccupatevi; se pur con qualche limite, riusciremo comunque ad “andare a caccia”.
N.B.: Questa guida si riferisce alla Skystar 2 ma può tranquillamente essere adattata ad altre schede DVB o a un normale decoder.

 MOTORE - Il motore é un accessorio che, nel caso di caccia ai feed, diventa un oggetto indispensabile. Ci si potrebbe accontentare di un dual feed (o addirittura di un triple feed) ma sarebbe un limite troppo ristretto rispetto alle possibilità offerte dal motore.
Inoltre visto il costo ridotto e la facilità di montaggio vi consigliamo di prenderne seriamente in considerazione l’acquisto.

 

Caratteristiche tecniche dei FEED

  • Frequenza

    I feeds utilizzano, come le catene televisive, la banda Ku (frequenze comprese tra 10700 e 12750 Mhz) e la banda C (da 3600 a 4200 Mhz). La banda Ku predomina largamente in Europa, mentre la banda C necessita un materiale più oneroso e di antenne di dimensioni maggiori.

  • SR (Symbol Rate)

    Rappresenta la capacità di simboli per secondo di una trasmissione, un parametro indispensabile per chiudere una frequenza in numeri. La maggioranza dei feeds vengono trasmessi in SCPC (Single Channel Per Carrier), che corrisponde spesso a SR inferiori a 10000, mentre le catene televisive vengono per la maggior parte trasmesse in multiplex MCPC (Multiple Channel Per Carrier). In questo caso il SR è generalmente superiore a 20000, e di frequente uguale a 27500

  • FEC (Forward Error Correction)

    Variando da 1/2 a 7/8, caratterizza la parte dei dati che portano le informazioni audio/video destinata a correzione da ridondanza. In pratica, un rapporto di 7/8 significa che 1/8 dei pacchetti sono emessi per la correzione (al momento della ricezione) e i 7/8 restanti per le informazioni. Una trasmissione che utilizza un FEC 1/2 necessiterà di un segnale inferiore per il ricevimento a causa della sua protezione ottimale ma trasporterà, in compenso, meno informazioni utili.
    Immaginate un furgone cellulare con capienza 10 persone. Se trasportiamo 1 poliziotto e 9 detenuti, abbiamo poca protezione ma un trasporto efficiente; se trasportiamo 5 poliziotti e 5 detenuti (1/2) abbiamo una protezione ottimale ma avremo bisogno di fare il doppio dei viaggi.

  • PID (Program IDentification)

    Servono ad identificare i dati numerici associati ad un canale. I PID più caratteristici sono il PID Audio, il PID Video ed il SID (Service IDentification) che indica il nome del servizio ed i valori dei PID associati.

La ricerca dei feed può essere effettuata secondo varie strade, ognuna con vantaggi e svantaggi.

Di seguito vi mostriamo 3 diverse modalità che presentano alcune differenze nei tempi e nei mezzi usati.

Inserimento diretto

La strada più semplice e immediata consiste nell’inserire direttamente le frequenze di un feed noto nel software DVB o nel decoder digitale.

Appena qualcuno trova un feed su uno dei siti noti provate a inserire i valori nel vostro software DVB (dopo aver puntato il motore sul relativo satellite) e lanciate la scansione

Confermate con OK e visualizzate il FEED trovato.

E’ chiaro che in questo caso parliamo impropriamente di “ricerca” poiché non siamo noi a cercare ma usufruiamo di un risultato ottenuto da qualcun’altro (notato chi ha trovato il feed nelle immagini? ;-).
Esistono infatti alcuni siti web, forum e comunità con migliaia di utenti che condividono i loro risultati garantendo l’aggiornamento quasi in tempo reale. Addirittura ci sono gruppi di utenti che si organizzano e dividono il lavoro, riducendo i tempi ed evitando ricerche doppie. Ad esempio, sapendo che alle 15:00 iniziano le partite, un’ora prima gli utenti on-line si dividono i satelliti da ricercare e confrontano i risultati. In questo modo il singolo utente evita di scansionare tutti i satelliti e può concentrarsi con ricerche localizzate e approfondite.
Un assaggio di quello che succede potete averlo visitando la chat del sito Scaistar o i siti www.satelliweb.com e www.sat-benelux.nl .

VANTAGGI: Questo tipo di ricerca può essere eseguita con tutti i tipi di Skystar e decoder.
L’unione di più forze garantisce risultati immediati e completi, soprattutto ai più pigri e a chi inizialmente non sa da dove partire.

SVANTAGGI: Bisogna disporre per forza di una connessione internet.
Scarsità di risultati in orari inusuali, per esempio di notte.

 

Ricerca su tabelle

La ricerca su tabelle può essere definita come metodo “semi-manuale”. La scansione infatti si basa sull’utilizzo di liste di frequenze note, con la previsione che si possa ri-vericare il loro utilizzo da parte dell’emittenti.
Inizialmente, quindi, per poter procedere con la ricerca bisogna già disporre delle tabelle dei feed.
Come procurarsi queste tabelle?
La strada più semplice é quella di cercare su siti web specifici come Satelliweb.com (sezione Tabeaux) e riportarsi tutte le frequenze segnalate. Tali frequenze vanno poi raccolte in file di trasponders *.ini in modo da agevolare la ricerca. Il metodo che suggeriamo é quello di usare una copia del software DVB che più vi piace esclusivamente per i feed. Gli attuali software Tv convivono tutti senza problemi. Potete anche installare più copie, ad esempio di ProgDvb, usando percorsi diversi di installazione \progdvb1\ ….

Il software che riteniamo in assoluto più adatto é senza dubbio Alt-Dvb per la velocitá di scansione che, per il nostro obiettivo, riveste un ruolo primario. In Alt-Dvb, inoltre é possibile regolare tale velocità scegliendo un tempo di attesa (in millisecondi) più basso.

N.B.: Occorre tener presente che più veloce é la scansione e più probabilità si hanno di perdere canali. Al contrario, con una ricerca più lenta non vi sfuggiranno i canali più deboli o difficili da agganciare.
Una volta installato il software in una cartella specifica, che potrebbe chiamarsi ad esempio “Altdvb Feed”, si procede alla compilazione dei transponders tramite il programma Transedit.
In realtá abbiamo escogitato una strada molto più rapida per fare questo. Usando il software IniCatcher by Scaistar.com e selezionando come sorgente Satelliweb si avranno direttamente dei file *.ini contenenti solo le frequenze utili dei feed (da copiare poi nella cartella transponders del vostro software DVB).

Fatto questo vi basterà soltanto spostare il motore sui vari e satelliti e ripetere ogni volta la ricerca canali.
La ricerca, ovviamente, verrà eseguita soltanto sulle frequenze dei FEED.

VANTAGGI: Questa procedura é sicuramente la più veloce.
Poiché si basa su normali trasponders *.ini può essere eseguita con qualsiasi scheda DVB o decoder.
Le probabilità di successo sono piuttosto alte poiché gli intervalli e le frequenze tabellate sono ormai note e solo saltuariamente vengono scoperti nuovi feed.

SVANTAGGI: Se cercate un evento particolare e non lo trovate, pur eseguendo una ricerca lenta, avrete sempre il dubbio che forse stanno usando una nuova frequenza non ancora tabellata.
Quando le tabelle crescono i tempi di ricerca si allungano. lnoltre nella lista ci potrebbero essere feed morti, cioè frequenze che non verranno mai più usate e che, quindi, ci fanno perdere secondi preziosi ad ogni scansione. Immaginiamo, per esempio, che 2 anni fa sia stata scoperta una certa frequenza. La speranza é che venga usata ancora in futuro, ma se invece questo non succedesse? Continueremo a sprecare tempo ad ogni nuova scansione…
Per questo motivo vi consigliamo di crearvi delle tabelle personalizzate, magari evitando quelle contenenti Feed troppo obsoleti.

 

Ricerca cieca (Blind search)

ll terzo e ultimo metodo consiste in una ricerca cieca ovvero basata su nessun parametro. Si imposta soltanto l’inizio e la fine dell’intervallo (ad es. 11270-12050 e si avvia la scansione. La scheda (o il decoder) provvederà ad esaminare l’intervallo e, nel caso trovi un segnale, a fornire automaticamente i 3 valori freq./pol./sr.
Vista la potenziale utenza di questa guida bisogna fare una premessa: la Skystar 2 non é proprio lo strumento più adatto per questo tipo di ricerca. Innanzitutto perché solo le obsolete 2.3P supportano l’Auto Symbol Rate. In secondo luogo perché, anche avendo una 2.3, ci sono delle limitazioni dovute a problemi a livello software. Probabilmente se la Technisat ha rimosso l’AutoSR dalle nuove schede avrà avuto i suoi motivi.
I professionisti del feed-hunting si affidano a decoder espressamente progettati per questo uso. Tra questi il più noto, per la caratteristica Blind Search, é sicuramente il Fortec. Un altro ricevitore Blind Search che va molto di moda ora il Clarke Tech.
Ritornando alla SS2, c’é da notare che la totalità degli attuali software DVB si appoggia, per la ricerca canali, a liste di trasponders *.ini. In mancanza di queste liste nessun software potrebbe eseguire la scansione. Per scoprire se esistono nuove frequenze non contenute nelle nostre tabelle possiamo usare i seguenti metodi:

GESTIONE TRANSPONDER
- Il metodo più semplice. Basta cliccare con il tasto destro sul semaforo e poi su SETUP4PC.
- Dalla tendina SATELLITE scegliere il satellite sul quale è puntata l’antenna e poi cliccare su “Gestione Transponder…”
- Inserire l’intervallo di frequenza all’interno del quale si vuole effettuare la ricerca ad es. Iniziale = 10700 e Finale = 12750
- Scegliere un passo di scansione. Potete lasciare anche 5. Un passo più piccolo effettuerà una ricerca più precisa ma con tempi estremamente più lunghi.
- Il SYMBOL RATE: questa sezione è differente a seconda della versione della vostra Skystar 2.

Se avete la versione 2.3, che ha il Symbol Rate automatico potete attivare la spunta su “Auto Rilevazione Symbol Rat”
Se avete la versione 2.6 potrete scegliere massimo 3 SR ad es. 22000, 27500 e 6111
- Premete il pulsante “Ricerca & Scan”
A questo punto inizierà la ricerca che, a seconda dell’intervallo scelto, può durare anche un’ora e mezza.
Al termine della scansione le frequenze trovate vengono aggiunte nel pannello a sinistra

Transponder Finder by BxS (LINK)
Si tratta di un programma freeware eccellente per la ricerca delle frequenze. E’ancora in fase di sviluppo e supporta tutte le versioni di Skystar 2. Per i possessori della versione 2.6 è prevista anche la ricerca del SR in modo da superare il limite dei 3 SR imposti da “Gestione Transponder” della Technisat. L’unico limite per i possessori della 2.6: la versione attuale permette la ricerca solo con i driver Technisat 4.2.8

Entrambi i due software citati però hanno un grave bug che non permette l’identificazione di frequenze con basso Symbol Rate (che guarda caso caratterizza la maggior parte dei Feed e che quindi è piuttosto importante)

Sat BlindScan (LINK)
Solo di recente é stato introdotto un nuovo software Sat BlindScan (dallo stesso autore di Alt-Dvb) che ha rivoluzionato la ricerca dei feed con la Skystar. Purtroppo, se da un lato può vantare di essere l’unico software in grado di riconoscere SR bassissimi, e di avere una stupefacente velocità di scansione, dall’altro lato presenta due grosse pecche. In primis … la compatibilità dato che funziona solo con Skystar 2.3, e poi l’impossibilità di effettuare scansioni complete, probabilmente per un bug hardware. A causa di quest’ultimo difetto si é costretti a selezionare un solo intervallo di SR per volta per essere sicuri di trovare tutte le frequenze.
Questo comporta, per un esame completo di un intero satellite, dei tempi lunghissimi di attesa.
Sat Blindscan dispone di varie opzioni che permettono di velocizzare la ricerca ma, come abbiamo già visto, quando si ha fretta si corre il rischio di perdere alcuni canali.

E’ chiaro quindi che per una ricerca ottimale é necessario avere fortuna, saper effettuare una ricerca selettiva, sapersi organizzare in gruppo.

VANTAGGI: La ricerca cieca é la più completa. E’ l’unica che permette di scoprire nuove frequenze, senza appoggiarsi a tabelle predefinite o siti web.

SVANTAGGI: Solo i possessori di vecchie Skystar 2.3 possono sfruttare questo metodo.
I tempi di ricerca possono risultare piuttosto lunghi.
E’ necessario un passaggio in più poiché, una volta ottenute le frequenze, bisogna salvarle in un file *.ini e importarle in un programma DVB per eseguire la ricerca canali.
Siccome il decoder non fa altro che verificare tutte le frequenze e segnalare quelle in cui é presente una percentuale di segnale “accettabile”, i risultati ottenuti non fanno distinzione tra normali canali, feed, frequenze vuote.

 

Canali e Feed in 4:2:2

La maggior parte delle emittenti che trasmettono sul satellite utilizzano MPEG-2 standard. Per quanto riguarda i feed, è necessario fare la distinzione tra MPEG-2 “4:2:0″ utilizzato dalle catene televisive, ed MPEG-2 “4:2:2″ utilizzato più frequentemente per i feeds (particolarmente quelli dell’EBU).
Il primo standard (4:2:0) si decodifica su quasi tutti i ricevitori numerici e permette di ricevere la maggioranza dei programmi e feeds. Per visualizzare una trasmissione compressa in 4:2:2, è necessaria un’attrezzatura supplementare: un terminale dedicato, un scheda DVB-S con decompressione software o ancora un Nokia 9500/9600 con DVB2000 e collegato al PC con l’interfaccia SCSI.
Fortunatamente la Skystar 2 è capace di visualizzare senza problemi il formato 4:2:2. Purtroppo solo alcuni codec, come gli Elecard e i Dscaler supportano questo standard per cui dovete impostare il vostro software DVB su Codec Video = ELECARD.
Da alcuni test è emerso che:

Elecard = Visualizzazione OK
Dscaler = Visualizzazione OK
Nvidia = Visualizza solo la prima immagine con colori alterati ma l’audio rimane attivo
Cyberlink = Visualizzazione righe o quadrettini d’errore
Intervideo = Schermo nero
Sonic = Schermo nero ma audio attivo
Mainconcept = Crash del programma

Ulteriori informazioni tecniche sulla compressione 4:2:2: Link Eng - PDF Ita

 

Canali Criptati

Ancora oggi, la maggior parte dei feeds vengono trasmessi in chiaro.
Tuttavia le emittenti sportive di certi paesi (Francia, Belgio…) sono criptate (spesso in NTL) per proteggere i loro diritti di diffusione.

Gli eventi più importanti passano codificati in RAS e BISS per cui riteniamo giusto evidenziarlo al fine di non alimentare false speranze in chi crede che nel feedhunting sia tutto rose e fiori.

Per le codifiche RAS/NTL sta per Remote Access System, NTL e’ la ditta inglese che sviluppa la codifica.
BISS= Basic Interleaved Scrambled System.

Forse vi state chiedendo “Ma come si fa a dire che una frequenza trovata è un feed se nemmeno lo si riesce a visualizzare?”
L’analisi di un feed criptato, vista dall’esterno e da chi è a digiuno o poco interessato alla nomenclatura satellitare, può anche risultare magari stucchevole perchè in definitiva rappresenterebbe metà discorso: un pò come se parlando di feeds in modo autoreferente ci cimentassimo, tanto per fare un esempio,con la tv che parla della tv.
In realtà c’è molto di più dietro,molto più valore aggiunto in altri termini ricavabile da varie componenti che costituiscono il nucleo di un feed.
Innanzitutto è proprio l’estrema complessità degli intrecci che portano alla sistemazione e accensione di un feed, correlata ai canonici (e magari semplici perchè spesso ripetuti) “fondamentali”(quali frequenza,pol,sr) a ricondurre i feeds e il feedhunting a una sorta di mix fra elementi certi,stocastici,possibilistici e randomici.
Basti pensare cosa dice il Garzanti alla voce statistica: “analisi quantitativa dei fenomeni collettivi che hanno attitudine a variare allo scopo di descriverli ed individuare le leggi o i modelli che permettono di spiegarli e prevederli”.

Guida realizzata da sciastar.com

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